L’alternativa a Darwin

By M. Begato

Come promesso, eccovi: F. Catalano, La Vita e il Respiro e Ogni Cosa, ed. Aracne, Roma 2009

Catalano è uno scienziato, che ha letto gli attacchi di Dawkins alla fede, e gli ha risposto con un libretto leggero e chiaro.

Catalano dice: se io riesco a dimostrare che non è possibile che la vita sia comparsa casualmente e improvvisamente dalla non vita (abiogenesi), tutto il sistema logico evoluzionista crollerà per effetto domino.

A mio parere Catalano realizza un buon percorso, in particolare – vedremo – nella critica al concetto di caso. E, si badi bene, in ogni caso, parlare di caso in ambito scientifico è epistemologicamente incoerente.

Catalano inizia dai saluti alla figlia (un nome orribile, che vi risparmio); quindi muove inchini ossequiosi a Dawkins, quindi si mette al lavoro.

I primi capitoli accumulano una serie di osservazioni, che provo a elencare – si tratta di confutazioni di singole teorie:
- l’ipotesi di abiogenesi non è sperimentabile, ergo non confutabile, ergo non scientifica (p. 24)
- le ipotesi di vita da altri pianeti non rispondono alla domanda base: donde la vita su quei pianeti? (pp. 37 ss.)
- le ipotesi sull’atmosfera primordiale sono inverificabili, cioè non abbiamo documenti diretti e attendibili (pp. 45-48)
- di conseguenza alcuni esperimenti ipotizzano atmosfere particolari…ma non se ne dà traccia alcuna (Idem)
- altri esperimenti giustificano l’assenza di tracce per la celerità delle trasformazioni: attenti, troppa celerità impedisce la graduale evoluzione! (Idem)
- gli esperimenti di laboratorio si scoprono troppo viziati dall’ideologia del ricercatore (pp. 49 ss. – esperimento di Miller)
- queste cose sono note agli scienziati, ma nascoste al pubblico (p. 56)
- altri esempi di coperta corta: devo togliere ossigeno per sintetizzare proteine, ma immetterlo all’istante per far vivere le nuove forme generate…(p. 60)

Per evitare di passare il tempo a confutare le molteplici teorie (di cui si dà nota aggiornativa a p. 67) l’autore spiega cosa non funziona alla base: l’abiogenesi contraddice i principi della termodinamica, e pretende che in natura si sia dato un caso di processo spontaneo dal disordine all’ordine (p. 72). Ma ”l‘ordine e la complessità non possono nascere dal disordine per effetto di semplici trasformazioni irreversibili all’interno di un sistema chiuso” (p. 85).
A questo punto i biologi evoluzionisti evocano l’energia libera di Gibbs (che riguarda reazioni chimiche spontanee). Catalano va giù secco: I. l’energia da sola non dà informazione, II. la complessità biologica ha niente a che vedere con le ben più semplici reazioni chimiche di Gibbs (pp. 86-87).
Così pure i fenomeni di neghentropia, per cui in sistemi aperti una dissipazione di energia può produrre informazione, non sono in grado di esaudire la complessità richiesta a livello biologico (pp. 96-97).
Insomma l’evoluzionismo non può nulla contro l’entropia. Fino ad ora. E questa è scienza.

Ultimi due passaggi

Primo: DIFFERENZA TRA MIRACOLO E SCIENZA. Surclassando il problema di un discorso sul caso (termine filosofico) in ambito scientifico, Catalano mostra che il livello statistico di probabilità che avrebbe permesso di far saltar fuori una cellula da un sasso è enorme (in negativo!). Contro la ragionevolezza. Piuttosto prossimo alla fede in un miracolo eccezionale che non alla disposizione ragionevole verso un fenomeno di natura.
Un esempio? Pensate a un tornado che, passando su una discarica, assembli un Boeing 747 (p. 110).
A p. 122 viene invece dato un criterio scientifico, ergo falsificabile, ergo condivisibile: poniamo un limite ragionevole alla possibilità di realizzazione di un fatto. Al di qua del limite parleremo di possibilità (casuale o meno), al di là parleremo di miracolo o di attesa non scientifica. Borel e Dembsky delineano la soglia nell’ordine – rispettivamente – di 166,09 bit (-log2 10 alla -50) e di 498,28 bit (-log2 10 alla -150) di contenuto d’informazione per un evento.
Per intenderci, la possibilità di vincere una lotteria mondiale (cui partecipassero tutti i 7 miliardi di individui) equivale a 32,7 bit (-log2  1/7.000.000.000), cioè è molto sotto la soglia proposta. L’abiogenesi a -log2 10 alla -863!! (pp. 120 ss.), cioè è assolutamente al di là della soglia proposta.

E così abbiamo risposto a chi invoca troppo facilmente il caso. Credere nell’abiogenesi è scientifico quanto venerare le stimmate di padre Pio!

Secondo: TEORIA SOSTITUTIVA, i FENOMENI SINTROPICI. L’ipotesi è semplice. Accanto a un principio di causalità che agisce efficacemente dal presente dell’azione verso il futuro dell’effetto, possiamo riconoscere un principio di finalità che dal futuro attiri a sè energeticamente i fenomeni caricandoli dell’informazione necessaria.
Ma và, questo è Aristotele riciclato. Sì, ma riciclato dalla scienza.
Infatti abbiamo “riscontro sperimentale nell’osservazione, in laboratorio, di antiparticelle e di fenomeni di non-località quantistica” (p. 103). Einstein è l’apripista per un’ipotesi del genere (e di qualsiasi altro genere, verrebbe da dire, un po’ grottescamente). L’equazione delle onde di D’Almebert e i potenziali antcipati (p. 104) sono la descrizione formale della nostra novella posizione. Fenomeni non entropici, ma sintropici, che manifestano una finalità intinseca, caratterizzati da un surplus di energia in un ristretto volume spazio-temporale, essi sono la base di successivi fenomeni entropici (Olivier Costa De Beauregard – p. 105). 
La conferma e il limite di tali fenomeni in campo biologico sta nel non poterli riprodurre in laboratorio (chiaro limite per l’epistemologia vigente; ma anche conferma di un plausibile modello di autopoiesi non direttamente modificabile).

Il che potrà valere come necessaria versione scientifica del più teleologico Intelligent Design.

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Una Risposta a “L’alternativa a Darwin”

  1. Popper « Flying Spaghetti Monster's Italian Church Dice:

    [...] http://serpentario.wordpress.com/2009/11/03/lalternativa-a-darwin/ [...]

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