Eluana Englaro è una ragazza che vive in stato comatoso. Il cervello funziona, non c’è che dire, purtroppo manca la coscienza: Eluana non è cosciente e, secondo i suoi medici, non riprenderà mai più coscienza. I 150 anni di Lourdes, temo, non le gioveranno.
Eluana, essendo non cosciente, deve essere costantemente curata e nutrita da altri: questo costa fatica, soldi e frustrazione. Di sicuro è una situazione difficile per i suoi familiari. Per la ragazza meno, in fondo non è cosciente di nulla. Il tutto esige un certo rispetto.
L’associazione Coscioni – quelli che si battono per l’abbattimento dei più indifesi tra gli esseri umani, quanti cioè sono indifesi anche rispetto alle proprie depressioni suicide psicomaniacali – applaude il consiglio del giudice di turno, quello di sospendere l’alimentazione a Eluana. I Coscioni ritengono che il giudice così onori la volontà della ragazza. Io, che sono forse più coglione che Coscione, non ho ben chiaro come facciano i Coscioni a conoscere la volontà di una ragazza che da anni è in coma non cosciente. Certo per dirlo serve una certa coscienza…
Mi pare invece chiaro e positivo l’intervento del giudice, che si allinea alla mens burocratese dell’ONU, della UE, della FAO e degli altri gruppi nati per attestare l’inarrestabile sfacelo della realtà globale (gli uffici anti emergenze nascono solo quando le emergenze si fanno incontenibili, quando si dispera nella buona volontà di ripresa delle società dal proprio interno): togliere l’alimentazione ai più sfortunati.
La FAO deve aver capito che è impossibile salvare l’Africa dalla fame (questo mentre Martini continua a regalare preservativi ai Negri, sperando così di fermare l’AIDS – Martini è un altro toppo acuto per poter essere compreso da quel coscione che è il sottoscritto), e ha deciso che piuttosto è meglio finirla subito. I poveri, questi infelici per cui la vita non vale un soldo, muoiano quanto prima. Meglio non esser mai che non esser più, echeggerebbe il Pascoli. Ma intanto ci sono – come i rifiuti a Napoli – e cerchiamo di smaltirli.
Lo ammetto, queste proiezioni FAOiste sono forzature del Serpentario, ma solo nel contenuto e non nella forma.
Forse nessuno nella FAO direbbe che i negri, non essendo sfamabili, ed essendo sofferenti, vadano lasciati morire di fame.
Ma l’idea che alligna è proprio quella. E se non si dice è solo per pudore. Nietzsche, che quantomeno era sincero fino all’osso con se stesso, l’avrebbe detto. Nietzsche è un nichilista coerente. Noi siamo dei coscioni.
Pensare a una persona infelice e condannata a una vita inferiore, e decidere di negarle quell’alimentazione che da sè non è in grado di procurarsi, sembra ignobile se applicato fantomaticamente alla FAO, ma è giusto se applicato a Coscioni e a una ragazza italiana in stato comatoso?
Sarei disposto a sottoscrivere una polizia omicida, un reparto incaricato di freddare i tossici fuori dai centri sociali (quello sì esempio di persone inutili, inette ed infelici, costose per la società, indecorose per il genere umano), che ad accettare la proposta eutanasica del giudice.
Nelle prigioni militari degli ultimi secoli, un sacco di individui – stimati inetti, inutili, inferiori, “sofferenti”- sono stati alleggeriti del peso della vita tramite la sospensione di alimentazione. Non so se si chiamasse tortura, cella di massima sicurezza, lager, laoglai o che altro.
Troppo poco ne corre tra i paradossali esempi riportati qui sopra: i milioni di poveri moribondi, la ragazza incosciente, gli scarti delle nostre società, i prigionieri di guerra.
Esempi che solo un coscione tenterebbe di risolvere sull’onda di un parere personale (cosa pensa il tal medico, cosa pensa il tal magistrato) o dei taboo sociali (contro i quali – et in hoc laudo – si scagliava il citato Nietzsche).
Il punto qui è cosa ne pensiamo della nostra vita, e di come viverla, e di come gestirla. Che essa sia quasi tutta dolore e sofferenza, che passi presto e “noi ci dileguiamo” – questo lo sapevano già i poeti ebraici dell’XI sec aC (penso ad alcuni salmi biblici).
Che per questo si debba iniziare a uccidere vite a random, mi pare l’ennesimo segno del crollo civile cui i lumi ci hanno voluto cinicamente sottoporre.
La Vita va pensata in linea di principio. Quindi ci si rimbocca le maniche e si lavora, più che si può (sapendo che “i poveri li avrete sempre con voi” – lo diceva Cristo nel S. Vangelo).
Il resto, le altre bufale, le fole personali, lasciamole agli amici di Coscioni, gente che capisce gli in-coscienti perchè li trova sulla propria lunghezza d’onda, quella dell’incoscienza, appunto.
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